Molecola del Mese di settembre 2010
Parole Chiave: ciclo dell'acido citrico, ciclo di Krebs, catalisi
enzimatica, isocitrato deidrogenasi.
Introduzione
Lo zucchero ha un buon sapore ed è ovvio
perché il glucosio è la principale fonte di energia per
tutti gli organismi aerobi. Lo zucchero viene demolito nella via catabolica
principale chiamata respirazione cellulare che comprende la glicolisi,
la decarbossilazione ossidativa e il ciclo di Krebs e
alla fine porta alla sintesi di ATP. Gli enzimi di questo percorso biochimico
spezzano la catena di carboni del glucosio producendo CO2
e catturano l'energia liberata in ogni passaggio. L'enzima isocitrato
deidrogenasi realizza la terza reazione del ciclo di Krebs (o ciclo
dell'acido citrico) nella quale rilascia una molecola di CO2
in seguito all'ossidazione e alla decarbossilazione dell'acido
isocitrico. Nella reazione vengono rimossi due idrogeni, il primo è
uno ione idruro H-
che, durante l'ossidazione, viene trasferito al NAD+
e che servirà poi per azionare la rotazione dell'enzima ATP sintasi.
L'altro idrogeno viene rimosso come H+
durante la decarbossilazione.
Approcci diversi per lo stesso compito
Nelle nostre cellule, così come in quelle
di tutti gli eucarioti, queste reazioni sono realizzate da un
enzima complesso, composto di otto catene proteiche.
Qui a lato in alto è mostrato l'enzima di lievito, l'immagine
è stata ottenuta dal file PDB 3blw.
L'enzima è composto di quattro catene catalitiche (azzurre) che
realizzano le reazioni, e quattro catene regolatorie (blu) che accendono
o spengono l'enzima a seconda dei livelli di ADP e ATP nella cellula.
I batteri (procarioti) usano una diversa strategia. Utilizzano
un enzima più semplice composto di due sole catene proteiche
identiche che contengono due siti attivi uguali, come è illustrato
qui a lato in basso in un'immagine ottenuta dal file PDB 9icd.
In realtà anche le nostre cellule possiedono una versione piccola
dell'enzima isocitrato deidrogenasi, ma lo usano nel citoplasma
per interconvertire isocitrato e alfa-chetoglutarato quando servono
per altri scopi sintetici. (Il ciclo di Krebs, invece, avviene nei
mitocondri).

Controllo con la fosforilazione
L'enzima batterico isocitrato deidrogenasi
non è controllato dai livelli di ADP e ATP come il nostro enzima
che lavora nei mitocondri. Dato però che anche i batteri devono
poter spegnere l'enzima quando c'è abbastanza ATP, regolano il
loro isocitrato deidrogenasi aggiungendo un fosfato alla catena proteica
per inattivarlo. Per questa fosforilazione usano l'enzima isocitrato
deidrogenasi chinasi/fosfatasi che è mostrato qui a lato
in arancione (PDB 3lcb) mentre è
legato all'isocitrato deidrogenasi (azzurro). Questo enzima è
in grado di realizzare entrambe le reazioni: aggiunge fosfato
per spegnere l'enzima e lo rimuove per attivarlo. Questo enzima
regolatore decide quale reazione è meglio effettuare a seconda
dei livelli di AMP nella cellula: quando i livelli sono alti, AMP si
lega ad un sito di regolazione attivando la reazione di rimozione del
fosfato (questo porta all'attivazione del ciclo di Krebs e quindi alla
sintesi di ATP). Bassi livelli di AMP, invece, lo fanno diventare una
chinasi cioè un enzima che aggiunge fosfato.
Esplorare la struttura
I cristallografi hanno esplorato molti degli stadi della reazione condotta
dall'enzima isocitrato deidrogenasi. Le prime strutture ottenute studiavano
i complessi che l'enzima realizza con i suoi vari substrati e con i
prodotti di reazione. Negli archivi PDB ci sono quindi strutture dell'enzima
con isocitrato e magnesio (PDB 8icd),
NADP (PDB 9icd), alfa-chetoglutarato (PDB
1ika), e inoltre l'apoenzima (enzima
nudo PDB 3icd), e l'enzima fosforilato
inattivo (PDB 4icd).
Per studiare i dettagli della reazione, però, è stato
necessario ricorrere a speciali tecniche sperimentali.
Sincronizzando con precisione l'addizione di substrato a forme mutate
dell'enzima e poi utilizzando la tecnica di diffrazione Laue per ottenere
dati cristallografici in millisecondi, i ricercatori sono stati in grado
di osservare gli intermedi instabili della reazione.

Per esempio, l'enzima mutante Y160F rallenta molto il primo stadio
della reazione (PDB 1ide), così
la struttura permette di osservare il complesso appena formato tra l'enzima,
l'isocitrato, il NADP e il magnesio, prima che la reazione di ossidazione
abbia inizio. (immagini qui sopra). Si osservi (al centro dell'immagine
di destra) il carbonio che regge l'OH nell'isocitrato circondato a sinistra
dallo ione magnesio (verde) e a destra dalla porzione ossidante del
NADP+ (grosse
sfere grigie). Questo è il momento in cui l'socitrato cede lo
ione H- al NADP+.

L'enzima mutante K230M, invece, rallenta il secondo stadio della
reazione, rivelando così la struttura dell'enzima legato all'intermedio
ossalacetato prima che avvenga la decarbossilazione e si realizzi
la perdita di CO2
(PDB 1idc). Si osservi (immagine qui sopra)
che l'isocitrato ossidato è diventato alfa-chetoglutarato. E'
circondato oltre che dal magnesio (verde) che si lega all'ossigeno
del carbonile (rosso al centro), anche da una tirosina (Tyr
160, sticks, a sinistra) che con il suo ossigeno (rosso) sta per strappare
l'H+
al carbossile centrale dell'alfa-chetoglutarato (grigio e rosso al centro).
Questo poi, staccandosi, diventa CO2.
Spunti per ulteriori esplorazioni
A - Negli archivi PDB sono disponibili le
strutture di molti degli otto enzimi del ciclo di Krebs. Provate a trovarle.
B - L'enzima isocitrato deidrogenasi sa distinguere tra i due
stereoisomeri dell'isocitrato. Riesce a farlo perchè circonda
l'isocitrato e forma specifiche interazioni con ognuno dei suoi gruppi
funzionali. Provate ad identificare gli amminoacidi nella catena proteica
dell'enzima che sono importanti per queste interazioni. Cercate anche
di capire il ruolo dello ione magnesio.
Bibliografia
1 - J. Zheng and Z. Jia (2010) Structure
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3 - J. M. Bolduc, D. H. Dyer, W. G. Scott, P. Singer, R. M. Sweet,
D. E. Koshland Jr. and B. L. Stoddard (1995) Mutagenesis and Laue structure
of enzyme intermediates: isocitrate dehydrogenase. Science 268,
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4 - J. H. Hurley, A. M. Dean, D. E. Koshland Jr. and R. M. Stroud
(1991) Catalytic mechanism of NADP+-dependent
isocitrate dehydrogenase: implications from the structures of magnesium-isocitrate
and NADP+ complexes.
Biochemistry 30, 8671-8678.
Strutture PDB correlate
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correlate con l'isocitrato deidrogenasi
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