Molecola del Mese di marzo 2010
Parole chiave: resistenza multifarmaco, chemioterapia antitumorale,
glicoproteina P, P-glycoprotein, trasporto di membrana.
Glicoproteina
P
L'ambiente è pieno di sostanze tossiche che
possono attaccare le nostre cellule. Queste si difendono in molti modi.
In alcuni casi usano enzimi per trasformare le molecole dannose in modo
da renderle innocue. In altri casi sequestrano i composti pericolosi togliendoli
di mezzo. Infine le cellule possono costruire delle pompe specializzate
ad individuare le molecole velenose ed espellerle all'esterno della membrana
cellulare.
Fare piazza pulita
La glicoproteina P, mostrata qui dal file PDB 3g61,
è la più comune pompa molecolare che protegge le nostre
cellule dalle molecole tossiche. Si trova nella membrana cellulare ed
è continuamente alla ricerca di molecole estranee idrofobiche.
Quando ne trova una la intrappola in una tasca profonda all'interno
della proteina e poi cambia la propria conformazione. La nuova conformazione
ha un'apertura verso l'esterno della cellula e la molecola viene espulsa.
Questo processo funziona consumando una molecola di ATP per garantire
che tutto avvenga rapidamente.
Pompa efficiente
Naturalmente, per realizzare il proprio compito, la glicoproteina P
deve poter espellere molti tipi di molecole. I ricercatori hanno scoperto
che la glicoproteina P può pompare fuori dalla cellula centinaia
di molecole diverse con dimensioni che vanno da poche decine di atomi
fino a centinaia di atomi. La maggior parte di queste sono idrofobiche
e si trovano quindi sciolte nella membrana cellulare. Tra queste ci
sono molte molecole tossiche, ma anche farmaci importanti come le ciclosporine
e i farmaci antitumorali. Per questo motivo, l'attività della
glicoproteina P è sia benefica che dannosa dato che da un lato
ci protegge dalle tossine, ma dall'altro riduce l'efficacia dei farmaci
che assumiamo nelle terapie.
Il ruolo della glicoproteina P nella chemioterapia antitumorale è
descritto nella prossima pagina.

Bloccare la Pompa
Le cellule cancerose presenti nei tumori che hanno prodotto metastasi,
sono più difficili da trattare perchè sono diventate resistenti
a molti farmaci antitumorali. In alcuni casi queste cellule hanno acquistato
una resistenza multifarmaco sintetizzando una grande quantità
di glicoproteina P che espelle in continuazione i farmaci antitumorali
mandandoli fuori dalla cellula cancerosa. I ricercatori stanno intensificando
i loro sforzi per trovare un modo per bloccare la glicoproteina P nelle
cellule cancerose in modo da renderle ancora sensibili ai trattamenti
chemioterapici.
Una stategia consiste nell'usare anticorpi come quelli mostrati qui
a destra (PDB 1bln in giallo e arancione).
Questi si legano ad una piccola regione della glicoproteina P, mostrata
in verde, e le impediscono i movimenti necessari all'azione di pompaggio.
Un altro approccio consiste nel cercare farmaci che entrino nel sito
attivo della proteina e ne blocchino l'azione dall'interno.
Esporare
la Struttura
La glicoproteina P è formata da una lunga
catena che si ripiega in due metà molto simili. Nelle figure
qui sopra, la prima metà della proteina è colorata in
blu, la seconda metà in verde. Un corto segmento di proteina
che lega le due metà non è visibile in questa struttura
cristallina (è troppo mobile) e quindi è mostrato con
una linea tratteggiata magenta. Notate quanto sono simili le due metà
e quanto sia estesa la loro sovrapposizione. I ricercatori hanno ipotizzato
che la proteina si sia evoluta in seguito ad una fortuita duplicazione
del gene che la codificava e questo ha prodotto una proteina più
lunga formata da due metà quasi identiche.
Qui sono mostrate due diverse strutture di glicoproteina
P. La struttura PDB 3g60 sulla sinistra
e 3g61 sulla destra che sono state cristallizzate
con all'interno due diverse molecole di farmaco, mostrate in rosso nelle
figure. Notate che le due molecole si legano in punti leggermente diversi
all'interno del grande sito attivo della proteina.
Se avete installato CHIME (vedi Chimica
al Computer) potete osservare voi stessi, come nell'immagine
qui sotto, la struttura della glicoproteina P con il farmaco all'interno
del suo sito attivo apolare: cliccate sui codici PDB qui sopra, scaricate
il file compresso nel vostro computer, decomprimetelo e osservatelo
con Internet Explorer.

Spunti per ulteriori osservazioni
1) I batteri costruiscono molti tipi diversi di
pompe per espellere molecole tossiche. Cercatene altri esempi negli
archivi PDB. Utilizzano lo stesso meccanismo a forbice?
2) Cercate altri esempi di probabile duplicazione di geni nel PDB
Bibliografia
1. S. V. Ambudkar, S. Dey, C. A. Hrycyna, M. Ramachandra,
I. Pastan and M. M. Gottesman (1999) Biochemical, cellular, and pharmacological
aspects of the multidrug transporter. Annual Review of Pharmacology
and Toxicology 39, 361-398.
2. G. Szakacs, J. K. Paterson, J. A. Ludwig, C. Booth-Genthe and M.
M. Gottesman (2006) Targeting multidrug resistance in cancer. Nature
Reviews Drug Discovery 5, 219-234.
3. M. Hennessy and J. P. Spiers (2007) A primer on the mechanics of
P-glycoprotein the multidrug transporter. Pharmacological Research
55, 1-15.
Molecola
del Mese - Indice completo
PianetaChimica
home
|