![]() Molecola del Mese di David S. Goodsell Trad. di Mauro Tonellato |
Pepsina |
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Pranzi e Cenoni
Durante le feste di Natale, spesso mettiamo a dura prova i nostri enzimi digestivi
più che in qualsiasi altro periodo dell'anno. Il nostro sistema digestivo possiede
un insieme di enzimi stabili e robusti costruiti per affrontare quei ricchi
pranzi e farli in mille pezzi. La pepsina è il primo di una serie di enzimi
che digeriscono le proteine. Nello stomaco, le catene proteiche vengono legate
nella profonda fenditura che costituisce il sito attivo della pepsina, mostrato
nella figura qui a destra in alto (dall'archivio PDB 5pep),
e vengono spezzate in frammenti più piccoli. Poi, un insieme di proteasi e peptidasi
finisce il lavoro di idrolisi nell'intestino. I frammenti prodotti, amminoacidi
e dipeptidi, vengono poi assorbiti dalle cellule che li usano per la sintesi
di nuove proteine o come combustibile per il loro metabolismo.
Un Lavoro Pericoloso
Gli enzimi che digeriscono le proteine pongono un problema concreto. L'enzima
viene sintetizzato all'interno di una cellula, ma deve essere controllato in
qualche modo perchè non cominci subito a digerire le proteine della stessa cellula
che l'ha prodotto. Per risolvere questo problema, la pepsina e molti altri enzimi
proteolitici, sono creati come "proenzimi" inattivi, che possono essere attivati
in seguito, quando sono al sicuro fuori della cellula. Quando la pepsina viene
costruita, la sua catena proteica viene allungata con una coda aggiuntiva di
44 amminoacidi, mostrata in verde nella figura qui a fianco (dall'archivio PDB
3psg). Questa ostruisce la grande fenditura che fa da sito
attivo e blocca l'attività dell'enzima. Nello stomaco, la coda aggiuntiva viene
tagliata e l'enzima comincia il suo lavoro di distruzione.
Un Pezzo di Storia Scientifica
Per molte ragioni gli enzimi digestivi sono degli ottimi candidati per la ricerca
scientifica. Possono essere isolati facilmente e sono presenti in grande quantità
nei succhi digestivi. Sono anche straordinariamente stabili perchè sono adatti
a lavorare nelle dure condizioni presenti nel sistema digestivo. Le reazioni
catalizzate dagli enzimi digestivi possono essere seguite con facilità: li si
può aggiungere a una proteina come la gelatina e osservare come questa perde
la sua consistenza di gel. Nel XVIII secolo, la pepsina è stata il primo enzima
ad essere scoperto, ed è stato il secondo enzima ad essere cristallizzato (dopo
la ureasi). Questi cristalli hanno avuto un ruolo importante nel dimostrare
che gli enzimi erano proteine e che avevano una struttura definita. Oggi, la
struttura della pepsina, determinata a partire da cristalli simili, è disponibile
nell'archivio PDB 5pep e in molti altri.
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