![]() Molecola del Mese di David S. Goodsell Trad. di Mauro Tonellato |
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Trasposasi
Negli anni 1940 Barbara McClintock ha scoperto che il genoma
è qualcosa di dinamico e mutevole. Mentre stava studiando il mais, ha
scoperto che il bel mosaico colorato dei semi non seguiva le normali leggi dell'ereditarietà.
Quando ha studiato le cellule, ha scoperto che i cromosomi avevano cambiato
forma scambiandosi dei frammenti da un cromosoma all'altro. Con questo lavoro
ha dimostrato che i cambiamenti di colore erano causati dalla rimozione di particolari
pezzi di DNA da una zona vicina al gene responsabile del colore. Il gene poteva
così essere espresso e generava i pigmenti colorati. Barbara ha chiamato
questo processo trasposizione: l'eliminazione di un frammento di DNA
da un gene e il suo inserimento in un altro gene.
Geni che saltano
Da allora il DNA che traspone è stato trovato in
organismi di tutti i tipi. Nelle nostre cellule questo processo è relativamente
raro, ma un'attenta analisi del nostro genoma mostra che oltre il 40% dei geni
ha subito trasposizioni nel lontano passato.
I batteri, invece, hanno un DNA che traspone più facilmente e questa
migrazione di geni è alla base della resistenza dei batteri agli antibiotici.
Gli organismi di gran lunga più attivi nella trasposizione sono i retrovirus
come l'HIV: per moltiplicarsi introducono il proprio patrimonio genetico nel
DNA della cellula ospite e poi la forzano a produrne molte copie.
Taglia e Incolla
Nei casi più semplici la trasposizione richiede solo
due cose: un trasposone (il DNA che migra) e una trasposasi (l'enzima
che taglia il DNA e lo sposta in una diversa posizione). L'enzima mostrato qui
è una trasposasi batterica (file PDB 1muh)
che porta un trasposone chiamato Tn5. Il trasposone Tn5 è un tratto di
DNA che include molti geni per la resistenza agli antibiotici ed inoltre il
gene necessario per la sintesi della stessa trasposasi. La struttura qui sopra
ha colto l'enzima nel mezzo del processo di trasposizione. Il processo inizia
quando due copie dell'enzima si legano al DNA ai due capi del trasposone. I
due capi vengono poi avvicinati trasformando il trasposone in una struttura
ad anello. A questo punto la trasposasi taglia il DNA in corrispondenza dei
due capi. Questo è quello che vediamo nella struttura mostrata qui: due
copie dell'enzima sono legate ai due estremi del tratto di DNA appena tagliato
(in realtà la vera struttura ad anello del DNA è molto più
grande, è lunga 5700 paia di basi). Infine l'enzima trova una nuova posizione
nel DNA nella quale inserire il trasposone.
Operazione Rischiosa
La trasposizione è una lama a doppio taglio, offre
benefici, ma anche molti rischi. Il DNA umano contiene molte sequenze mobili
di DNA, quindi nel corso dell'evoluzione sono avvenute molte trasposizioni.
Alcuni ricercatori hanno proposto che il DNA mobile sia completamente egoista:
si introduce nel genoma per riprodursi e a questo punto le nostre cellule non
possono fare niente per fermarlo. Questo è sicuramente il caso di virus
come l'HIV, che utilizza in modo egoista la cellula, come un incubatore in cui
riprodursi, senza alcuna utilità per la cellula o per la persona infettata.
D'altra parte, il DNA mobile è una lenta, ma potente fonte di mutazioni,
quindi può aver fornito una via, nel corso di milioni di anni, per rimescolare
e ristrutturare il DNA contribuendo a creare la diversità genetica che
è il motore dell'evoluzione. Il genoma umano è pieno di elementi
mobili vecchi e inattivi a testimonianza delle molte tappe della nostra lenta
evoluzione.
Avanti: Una
Trasposasi Tetramera