![]() Molecola del Mese di David S. Goodsell Trad. di Mauro Tonellato |
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Glucosio
Ossidasi
Il diabete è una malattia diffusa in tutto il mondo
e colpisce centinaia di milioni di persone. Per fortuna con una dieta attenta
e con i farmaci opportuni si possono ridurre molte delle complicazioni del diabete.
Questi trattamenti prevedono il continuo monitoraggio dei livelli di glucosio
nel sangue in modo da poter intervenire tempestivamente se diventano troppo
alti. L'enzima glucosio ossidasi ha reso la misura del glucosio veloce, facile
ed economica.
Difesa Chimica
L'enzima glucosio ossidasi, mostrato qui a destra dal file
PDB 1gpe, è un enzima piccolo e stabile
che ossida il glucosio a glucolattone, trasformando l'ossigeno in perossido
di idrogeno (acqua ossigenata). La sua normale azione biologica sembra essere
proprio la produzione di acqua ossigenata, un composto tossico che può
essere usato per uccidere i batteri.
La glucosio ossidasi si trova, per esempio, sulla superficie dei funghi dove
contribuisce a combattere le infezioni batteriche, oppure nel miele dove agisce
da conservante naturale.
Una miniera d'oro per le biotecnologie
Questo enzima oscuro, anche se svolge un ruolo di secondo
piano in natura, è diventato il centro di un'attività industriale
biotecnologica da 5 miliardi di dollari. Viene usato in biosensori che misurano
la concentrazione del glucosio nel sangue. Questi biosensori funzionano perchè
l'enzima trasforma qualcosa che è difficile da misurare, il glucosio,
in qualcosa che invece è facile da misurare, l'acqua ossigenata. Un tipico
misuratore di glucosio da laboratorio utilizza l'enzima intrappolato in una
membrana. Il glucosio che viene in contatto con la membrana del sensore viene
convertito in glucolattone. Nel processo si forma acqua ossigenata che viene
rivelata da un elettrodo di platino. Maggiore è la concentrazione di
glucosio nel sangue, più acqua ossigenata si forma e più forte
è il segnale fornito dall'elettrodo.
Controllare i costi
Naturalmente gli elettrodi di platino sono costosi, per
questo si stanno mettendo a punto nuovi biosensori che utilizzano un'altra interessante
proprietà della glucosio ossidasi, nel tentativo di realizzare test ancora
più economici. La glucosio ossidasi è molto specifica per il glucosio
nella fase iniziale dell'ossidazione, ma può usare diversi composti come
accettori finali di elettroni, non solo l'ossigeno. I ricercatori hanno messo
a punto, quindi, altre molecole ossidanti, come il ferrocene, che vengono chiamate
mediatori, da utilizzare al posto dell'ossigeno. Queste molecole prendono gli
elettroni dalla reazione del glucosio e li cedono ad un tipo più economico
di elettrodo. Questo metodo si presta per creare cartine da test monouso che
abbiano la glucosio ossidasi, il mediatore e l'elettrodo, tutti e tre depositati
sulla superficie della cartina.
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