![]() Molecola del Mese di David S. Goodsell Trad. di Mauro Tonellato |
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Caspasi
Miliardi di cellule del nostro corpo moriranno entro la
prossima ora. Questo è del tutto normale, il nostro corpo si rinnova
continuamente, eliminando le cellule invecchiate o danneggiate e sostituendole
con nuove cellule sane. Questa operazione, però, deve essere eseguita
con grande prudenza. Se le cellule vengono danneggiate, come quando ci tagliamo,
possono gonfiarsi e scoppiare, contaminando l'area circostante. Il nostro corpo
risponde duramente a questo tipo di morte cellulare, provocando nella zona un'infiammazione,
cioè facendo giungere rapidamente le cellule del sangue per pulire ogni
residuo. Per evitare questi problemi le nostre cellule vengono eliminate con
una tecnica di morte programmata pulita e rapida. Quando giunge il segnale,
la cellula comincia a smontare le sue strutture interne e si suddivide in piccoli
frammenti ordinati che possono essere consumati rapidamente dalle cellule vicine.
Questo processo di morte controllata e antisettica viene chiamato apoptosi.
Quali Cellule devono Morire?
L'apoptosi interviene in molti casi. Durante lo sviluppo
embrionale, gli organi vengono plasmati costruendo strutture più
grandi del necessario e poi eliminando le cellule in eccesso. Per esempio, durante
lo sviluppo del sistema nervoso, la metà dei neuroni muore, lasciando
il giusto insieme di filamenti neurali. Se guardiamo un girino perdere la coda,
possiamo vedere l'apoptosi in azione. Anche negli adulti, l'apoptosi continua
ad agire quando le cellule invecchiate muoiono e vengono sostituite da
cellule nuove, soprattutto negli organi con un grande ricambio cellulare come
il midollo osseo e l'intestino. L'apoptosi, inoltre, ci protegge dalle cellule
danneggiate dalle radiazioni o infettate dai virus. Quando vengono scoperte,
queste cellule pericolose sono idotte subito a commettere suicidio. L'apoptosi
è anche una delle nostre difese più importanti contro il cancro,
ma le cellule cancerose maligne spesso hanno delle mutazioni che disattivano
il loro meccanismo di apoptosi.
Il Carnefice
Le Caspasi sono i carnefici dell'apoptosi. Sono enzimi
proteolitici che tagliano proteine strategiche nella cellula. Il nome C-ASP-ASI
(Cisteina ASPartato proteASI) si riferisce a due proprietà di questi
enzimi. La prima, sono proteasi alla cisteina che usano l'atomo di zolfo
della cisteina per compiere la reazione di taglio. La seconda, tagliano le proteine
vicino agli amminoacidi di aspartato. Non tagliano in modo casuale, ma
sono progettate per fare esattamente i giusti tagli necessari per smontare la
cellula in modo ordinato.
Caspasi nel PDB
Sono state scoperte almeno una dozzina di caspasi nelle
cellule umane, ognuna con un compito lievemente diverso. Le strutture di molte
di queste sono già disponibili nel PDB. Tre sono mostrate qui a destra.
La caspasi-1 (anche nota come enzima di conversione della interleuchina-1
beta ) è stata la prima ad essere scoperta. Non è coinvolta direttamente
nell'apoptosi, ma elabora una molecola di segnalazione cellulare nei globuli
bianchi del sangue. Come nelle altre caspasi, la forma attiva è composta
di due catene, ognuna delle quali viene tagliata in due pezzi. La struttura
mostrata qui a destra in alto, dall'archivio PDB 1ice,
ha dei piccoli inibitori legati nei due siti attivi, mostrati in verde.
La caspasi-9 è mostrata al centro (archivio PDB 1nw9),
legata ad una proteina inibitrice (mostrata in blu). L'inibitore la mantiene
in una forma inattiva e quando viene rilasciato, questa caspasi può legarsi
con un'altra e formare un complesso attivo più grande. La caspasi-9 è
una caspasi iniziatrice che comincia il processo di apoptosi. Quando riceve
il segnale per cominciare il processo, viene attivata e fa un taglio in una
caspasi effettrice, come la caspasi-3 mostrata in basso (archivio PDB
1pau). La caspasi-3, insieme con altre caspasi effettrici,
comincia poi il pesante lavoro di smontare la cellula.
Per ulteriori informazioni sugli aspetti genomici delle caspasi, consultate
la Proteina del Mese
all'Istituto Europeo di Bioinformatica.
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per l'apoptosi