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Per interpretare uno spettro NMR, conviene seguire la procedura
in 7 punti illustrata qui sotto:
1) Contare il numero di picchi nello spettro. Corrispondono
agli idrogeni fisicamente diversi nella molecola incognita.
2) Sommare l'area di ogni picco e confrontarla con il numero di idrogeni
presenti nella formula bruta per capire a quanti idrogeni corrisponde
ogni picco.
3) Analizzare la formula bruta e gli altri dati disponibili per individuare
i gruppi funzionali e la eventuale presenza di doppi legami o di anelli.
4) Analizzare il chemical shift di ogni picco per capire che tipo
di idrogeni sono presenti nella molecola
5) Analizzare la molteplicità m di ogni picco
per capire quanti idrogeni ci sono vicino all'idrogeno in questione applicando
la formula: n° idrogeni vicini = m - 1.
6) Utilizzare i dati raccolti per ipotizzare una struttura molecolare.
7) Verificare che la formula bruta, i chemical shift, le aree dei
picchi e le molteplicità per la molecola proposta siano compatibili
con i dati dello spettro incognito.

Proviamo ora ad applicare questa procedura per interpretare
lo spettro NMR di una molecola di formula bruta C5H10O
che possiede un carbonile (come si può dedurre dal suo spettro
IR non mostrato qui).
1) Nello spettro NMR notiamo che sono presenti 4
picchi distinti, quindi sappiamo che nella molecola ci sono quattro tipi
di idrogeni diversi.

2) L'area dei vari picchi dà
come somma 10, in linea con la formula bruta C5H10O,
quindi l'area dichiarata in cima ai picchi corrisponde al numero di idrogeni
che producono quel segnale.
3) La molecola C5H10O
contiene un doppio legame, infatti se fosse satura conterrebbe 12 idrogeni
(2n+2). Dato che contiene un carbonile, il doppio legame è qui,
il resto della molecola è saturo.
4) I due segnali a d
2,45 e d 2,09 corrispondono a idrogeni su
carboni vicino al carbonile che assorbono nell'intervallo tra d
2 e d 3. Gli altri due picchi a d
0,96 e d 1,61 corrispondono invece a idrogeni
su carboni primari e secondari rispettivamente.
5)
Il picco 2 a d 2,09 ha molteplicità
1 quindi si riferisce a idrogeni che non hanno vicino nessun idrogeno
(m - 1 = 0 H). Questo conferma la precedente deduzione che il picco è
attribuibile ad un CH3 vicino al carbonile.
Il
picco 1 a d 2,45 ha molteplicità
3 quindi si riferisce a idrogeni che hanno vicino 2 idogeni (m - 1 = 2
H). Questo conferma la precedente deduzione che il picco è attribuibile
ad un CH2 vicino ad un carbonile, e inoltre
suggerisce che vi sia un ulteriore CH2 legato
subito oltre.
Il
picco 3 a d 1,61 ha molteplicità
6 quindi si riferisce a idrogeni che hanno vicino 5 idrogeni (m - 1 =
5 H). Questo conferma la precedente deduzione che il picco è attribuibile
ad un CH2 secondario che ha vicino i due idrogeni
del picco 1 e altri tre idrogeni, quelli del CH3
terminale.
Il
picco 4 a d 0,96 ha molteplicità
3 quindi si riferisce a idrogeni che hanno vicino 2 idogeni (m - 1 = 2
H). Questo conferma la precedente deduzione che il picco è attribuibile
al CH3 terminale della molecola.
6)
Le deduzioni finora effettuate ci portano a ipotizzare che lo spettro
NMR sia relativo alla molecola 2-pentanone che ha la struttura mostrata
qui a lato:
7) Analizzando la molecola del 2-pentanone possiamo confermare l'attribuzione
dei picchi sia per il chemical shift, sia per la molteplicità (indicata
in figura tra parentesi).
2-pentanone
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